Emozioni bollenti. Il conflitto nella vita di coppia

All’interno della vita di coppia, i conflitti sorgono quando le emozioni ribollono e voi ed il vostro partner smettete di comunicare efficacemente.

1.     Quando le “emozioni ribollono”?

Esiste qualcosa come una condizione emotiva di base, simile ad una omeostasi, in cui generalmente viviamo. Al suo interno, noi conduciamo tradizionalmente la nostra esistenza in equilibrio con le cose e con gli altri. In determinate condizioni, tale stato emotivo può alterarsi. Una moderata eccitazione emotiva ci tiene svegli e può migliorare le nostre prestazioni. Tuttavia, quando il livello moderato della eccitazione viene superato, i nostri sforzi si rivolgono a far tacere questo rumore che non ci permette più di vivere normalmente. Ciò che direttamente riguarda i rapporti di coppia è che in una condizione alterata cambia il ritmo delle nostre reazioni: se sei fuori equilibrio, infatti, è probabile che tu attacchi i comportamenti del tuo partner invece di dirgli come ti senti.

Facciamo questo esempio: se sei al ristorante, per ottenere quello che vuoi, devi dirlo al cameriere. Bene, per quanto strano possa sembrare, nelle comunicazioni di coppia succede qualcosa di molto simile: bisogna parlare espressamente. A volte, molti di noi evitano di farlo, dando per scontato che l’altro saprà leggerci nel pensiero e ci rimangono male quando tutto ciò non accade. Questo meccanismo di proiezione di nostri desideri inespressi sul comportamento dell’altro andrebbe interrotto. Quindi, non abbiate paura di dire: “Voglio parlare di come è andata oggi” oppure “Ho bisogno che tu mi sostenga”. Il risultato sarà miracoloso: ne uscirete entrambi più felici!

2.     Tempo e spazio condivisi

Quando in una relazione si sperimentano situazioni conflittuali, il tempo condiviso, trascorso insieme al partner, non è associato ad uno stato di calma, ma ad una eccitazione emotiva negativa. È per questo motivo che le reazioni sono diverse da quelle che avremmo avuto normalmente e, soprattutto, è per questo motivo che la ricomposizione del rapporto di coppia non può prescindere da un lavoro su se stessi che ci insegni a leggerci dentro e a ritrovare la bussola.

L’obiettivo da porsi è di condividere lo stesso spazio emotivo.

Ad un livello basilare, questo significa prestare attenzione all’altro più che ritirarsi nel proprio mondo.

Prestare attenzione significa essere presenti. Una volta che il partner sia al centro della vostra attenzione, potete impegnarvi in qualche attività di coppia. Non è necessario programmare vacanze in luoghi esotici, cosa peraltro oggi di difficile realizzazione. È sufficiente ritrovare il ritmo e la bellezza dello stare insieme che viene spesso posposto in ragione degli impegni o dei figli. Perché, allora, non andare al cinema insieme o uscire a prendere un gelato? Superare un conflitto richiede per entrambi i partner di reimparare il significato della leggerezza.

3.     I problemi e… le bollette

Tutto questo significa che non si incontreranno più problemi?

No, ovviamente.

Nella vita di coppia – ha spiegato Alan E. Fruzzetti, nel volume The High Conflict Couple – i problemi sono come le bollette: a volte, sono prevedibili e a volte saltano fuori all’improvviso.

Come comportarsi, quindi?

Il primo passo per gestire un problema è identificarlo. Sembra facile. Non lo è, perché spesso le discussioni deragliano e non si affrontano le questioni di fondo che le causano. Nelle discussioni, ricordate di essere specifici e di non generalizzare (“tu fai sempre così”). Se il problema è grosso, allora scomponetelo e provate a risolverlo una parte per volta. Nell’ipotizzare le soluzioni, agite come una squadra. Fate una lista e parlatene.

Praticando la mindfulness nelle vostre conversazioni e facendo uno sforzo per essere presenti nella vostra relazione potete iniziare a riconsiderare i vostri problemi. Se riconoscete anche le emozioni dell’altro,  potreste scoprire un percorso da seguire insieme.