Mi ricordo vividamente di un episodio che accadde all’inizio della mia carriera. Ero in una riunione di team, e il nostro supervisore, invece di affrontare direttamente un problema che stava affliggendo il nostro dipartimento, scelse di mettere in imbarazzo un collega di fronte a tutti, facendo allusioni velate alle sue presunte mancanze. Non solo fu un momento di estremo disagio per tutti i presenti, ma quella singola azione ebbe l’effetto di danneggiare il morale di tutto il team, instillando paura e sfiducia. Questo tipo di comunicazione non solo era disfunzionale, ma chiaramente non etica.

La comunicazione rappresenta la linfa vitale di qualsiasi organizzazione. Tuttavia, comunicare non si limita al semplice trasferimento di informazioni; è un’arte che, quando eseguita con etica e integrità, può migliorare significativamente le relazioni interpersonali, la produttività e l’atmosfera lavorativa.

Parlare di “comunicazione etica” significa alludere a un approccio alla comunicazione che rispetta e valorizza gli individui, le loro opinioni e sentimenti, mentre si cerca di esprimere le proprie idee in modo chiaro, aperto e responsabile. Questo è ancor più rilevante nel contesto lavorativo, dove la chiarezza e la veridicità delle informazioni possono avere implicazioni notevoli sul benessere dell’individuo e sul successo complessivo dell’organizzazione.

Il libro “Ethics in Human Communication” di Richard L. Johannesen descrive in dettaglio l’importanza della responsabilità personale nella comunicazione. L’autore sostiene che ogni comunicatore ha il dovere di evitare la manipolazione deliberata, le distorsioni e le falsità, favorendo invece la sincerità e la comprensione reciproca. Johannesen sottolinea anche come la sensibilità ai valori e ai diritti degli altri sia essenziale per una comunicazione veramente etica.

La comunicazione etica non riguarda solo il “cosa” si comunica, ma anche il “come”. Ciò significa che non basta evitare falsità o omissioni; è essenziale anche considerare come le parole e le azioni possono influire sulle persone. La comunicazione è intrisa di emozioni: ogni parola, ogni gesto può evocare sentimenti, sia positivi che negativi. E proprio per questo, una comunicazione etica riconosce e rispetta l’emozione dell’altro, cercando di costruire ponti di comprensione anziché barriere.

Tre regole per migliorare la comunicazione in ambito lavorativo:

  1. Ascolto attivo. Prima di rispondere, assicurati di aver davvero compreso ciò che l’altra persona sta cercando di comunicare. Questo riduce malintesi e mostra rispetto e valore per il comunicatore.
  2. Sii trasparente. Assicurati che le informazioni condivise siano accurate e oneste. Evita di trattenere dettagli importanti o di presentare le informazioni in modo fuorviante.
  3. Valorizza le emozioni. Riconosci e rispetta le emozioni che possono emergere durante la comunicazione. Questo crea un ambiente di empatia e comprensione.

Infine, ti invito a riflettere sulla tua pratica comunicativa e a domandarti se stai facendo tutto il possibile per essere non solo efficace, ma anche etico nel tuo modo di comunicare. Se ognuno di noi adotta un approccio più consapevole e rispettoso alla comunicazione, possiamo collettivamente creare ambienti di lavoro più sani, più produttivi e più gratificanti.

La comunicazione etica va oltre le parole: valorizza emozioni, promuove chiarezza e costruisce ponti di comprensione. L’arte di comunicare influisce profondamente sull’atmosfera lavorativa. 🌉🗣️ #ComunicazioneEtica #LavoroConIntegrità

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