Jack Canfield è uno scrittore statunitense, speaker motivazionale, entrato nel Guinness dei primati per essere entrato con sette suoi libri nella ambitissima lista dei best-seller del New York Times. The Success Principles, tradotto in italiano da Gribaudi, è uno di questi libri.

Va osservato come, a volte, soprattutto in ambienti intellettuali, questo genere di pubblicistica sia vista con una certa sufficienza. Si ritiene che i suoi contenuti, nel tentativo di essere divulgativi, finiscano con il banalizzare le questioni di cui trattano. È senz’altro vero che una riflessione, se ridotta a un prontuario con risposte preconfenzionate, possa mostrare diversi limiti. D’altro canto, per essere obiettivi, non andrebbe dimenticato come la ricercatezza dello stile dei libri dei critici sia tale da essere apprezzabile da un numero veramente esiguo di persone e non sia perciò destinata al grande pubblico. Che cosa bisognerebbe fare, a questo punto? A noi sembra che bisognerebbe rivolgere ai best seller o, più in generale, ai libri di alta divulgazione, uno sguardo più benevolo. In fondo, essi riescono a fendere le nebbie del generale disinteresse, facendo cogliere l’importanza della questione del senso, cioè che una vita priva di senso non sia degna di essere vissuta. Vi sembra poco? Sta poi a ciascun lettore, dopo che si sia confrontato con i contenuti divulgativi, scegliere se continuare l’approfondimento magari rivolgendosi ai libri specialistici scritti proprio dai critici.

C’è, infine, un altro aspetto che non bisognerebbe trascurare. I libri divulgativi molto spesso riescono ad includere diversi stili di scrittura. Si tratta di una proprietà che non può essere data per scontata, spesso del tutto assente nei libri specialistici.

Può, in tal senso, essere utile richiamare quanto osservato da Perelman e Olbrechts-Tyteca nel Trattato dell’argomentazione: “Non basta parlare o scrivere, occorre pure essere ascoltati e letti. Non è senza importanza poter disporre di qualche ascoltatore, avere un largo uditorio”[1].

Tornando al volume di Canfield, secondo l’autore, il punto da cui partire nel mirare al proprio successo così come al perseguimento dei propri obiettivi.

Dipende da te

La prima cosa di cui occorre assumere una chiara consapevolezza è che ognuno di noi è il direttore della propria vita. Quando falliamo, per esempio, tendiamo ad attribuire agli altri il fallimento alle cose che ci sono successe. Tuttavia, se nell’immediato questo può essere vero, alla lunga il modo in cui questi eventi incidono su di noi dipende da come noi rispondiamo ad essi.

Si immagini la circostanza in cui tu riceva un compenso inaspettato. Puoi farti un regalo subito o puoi investire quella somma. Se opti per la prima soluzione, non avrai più denaro. Se scegli invece la seconda opzione, hai fatto un investimento che in un secondo momento può portare ad un guadagno più alto. Si tratta di un esempio semplice che, però, ci fa rendere conto che se vogliamo vedere miglioramenti nella nostra vita, abbiamo bisogno di modificare il tipo di atteggiamento. È fin troppo facile lamentarsi delle proprie circostanze, ma se si riserva più attenzione a come stiamo vivendo e alle scelte che si compiono, apparirà subito chiaro se siamo sulla strada giusta per il successo.

Un altro esempio? In questo momento, sei in forma o fuori forma. Chiediti: che cosa sto facendo – o non facendo – perché il mio corpo si trovi in questa situazione? Se il tuo obiettivo è perdere peso, dovrai diventare consapevole della quantità di calorie incamerate ogni giorno e del tuo livello di attività. Sii onesto con te testo: mangi bene? Dovresti rinunciare a qualche alimento?

Nessuno dice che il cambiamento sia facile. Richiede disciplina, persistenza e qualche sperimentazione.

Trova il tuo scopo

Non è raro che succeda di non avere proprio idea di come sia il successo. Capita a molti e non c’è da preoccuparsi. Questo, però, non significa che sia utile rimanere in un tale stato di indifferenziata incertezza.

Si può in un qualche modo intervenire su di essa. Per esempio, si può rallentare un po’ il ritmo frenetico delle nostre giornate per provare a contemplare. Quando si usa questo termine, è facile che vengano in mente esercizi ascetici riservati ai mistici. Abbiamo bisogno, per dirlo con il titolo di un libro di José Tolentino Mendonça, di una Mistica della vita quotidiana. La prima cosa da fare in tal senso è di esaminare la propria ragione di essere: perché esisti? Bisogna, in altri termini, interrogarsi sullo scopo della propria vita. Prenditi il tempo che serve per fare questo lavoro su di te, perché ne vale la pena.

Identifica due tra i più forti tratti della tua personalità; descrivi il modo in cui interagisci con gli altri; immagina il tuo mondo ideale.

Il passo successivo è creare una visione, una immagine mentale del vostro futuro perfetto. Quale sarebbe il vostro lavoro perfetto? Quando tempo libero vorreste avere? Che tipo di amici o di relazioni?

A volte, si preferisce avere i piedi per terra perché ci si sente più concreti. Il problema è che in questo modo si potranno conseguire solo risultati ordinari. Il presidente americano John F. Kennedy, che immaginava di portare un uomo sulla luna, è stato un visionario. Lo stesso si può dire che Martin Luther King, che immaginava un’America libera e uguale.

Avere una visione non significa non essere in grado di agire concretamente. Tutt’altro. Una volta che avete in mente la vostra visione, suddividetela in obiettivi più piccoli e specifici. Definire un obiettivo per ogni parte della vostra visione ridurrà il divario tra la vostra realtà attuale e il successo finale.

Affermazione e visualizzazione

Realizzare la propria visione richiede di superare la propria comfort zone. Due pratiche possono aiutare in tal senso. Si tratta della affermazione e della visualizzazione.

L’affermazione inizia quando dichiarate il vostro obiettivo come se fosse già stato realizzato all’interno di una frase completa. Le affermazioni più efficaci sono in prima persona. Esempio: la frase “Mi piace guidare la mia nuova Lamborghini gialla” è molto più efficace di “Voglio una macchina nuova”. A questo primo esercizio, se ne può aggiungere un altro. Le vostre affermazioni, infatti, vanno collegate con una immagine vivida della vostra affermazione. È ciò che gli studiosi chiamano la visualizzazione.

Per farlo, chiudete gli occhi e immaginate l’affermazione nel modo più dettagliato possibile. Se la vostra affermazione è: “Mi piace rilassarmi nella veranda della mia villa a Madrid”, visualizzate i colori della vostra casa, i mobili della veranda e così via. Poi, aggiungete suoni, odori e sapori alla vostra immagine mentale. Che cosa si prova a sedersi sul divano della propria veranda?

Più riempite la vostra visualizzazione di emozioni e dettagli sensoriali, più intensamente la sentirete, più sarà forte la motivazione che vi darà lo slancio per raggiungere il vostro obiettivo.

Affrontare con perseveranza gli ostacoli

Ora che siete sulla buona strada per raggiungere il successo finale, dovete prepararvi ad affrontare i potenziali ostacoli e, se dipendete dagli altri nel conseguire i vostri obiettivi, il possibile rifiuto.

Il rifiuto è solo un ostacolo sulla strada del successo. Se qualcuno vi dice “no”, continuate a provarci finché qualcuno non vi dirà “sì”, tenendo sempre a mente il vostro prossimo passo.

Il fondatore del Kentucky Fried Chicken, Harland Sanders, non era nuovo ai rifiuti. Infatti, si è sentito dire “no” più di 300 volte quando ha proposto la sua idea imprenditoriale prima che qualcuno dicesse “sì”. Se avesse mollato al primo rifiuto, non ci sarebbero più di 11.000 ristoranti KFC nel mondo!

Anche Stephen King ha quasi buttato via il manoscritto del suo libro Carrie dopo aver ricevuto molti rifiuti iniziali. Ma poiché non si è arreso, Carrie ha finito per vendere più di 4 milioni di copie ed è stato trasformato in un film.

Nel cammino verso la vita dei vostri sogni, dovete eccellere in ciò che fate. Un principio importante su cui concentrarsi è quello di diventare un esperto. Non abbiate paura di continuare a provare e di lavorare per raggiungere il vostro obiettivo un passo alla volta.

Prendiamo, ad esempio, la scrittrice Debbie Macomber. Le ci sono voluti cinque anni di duro lavoro prima di vendere il suo primo libro. Ha scritto per due anni e mezzo mentre cresceva i figli. Per aumentare la pressione, il marito voleva che rinunciasse al suo sogno e tornasse a lavorare. Tuttavia, Macomber sapeva di potercela fare e ha trascorso altri due anni e mezzo a perseguire il suo sogno, nonostante la scarsità di denaro, senza mai prendersi una vacanza e perdendo molto sonno. Alla fine ne è valsa la pena: ha pubblicato oltre 100 libri e molti sono diventati best seller.

La perseveranza, dunque, è la chiave del successo.

Il lavoro da portare a termine

Dopo aver esplorato i fondamenti del successo, concentriamoci sul lavoro da portare a termine prima di poter davvero realizzare i vostri sogni.

In primo luogo, dovete affrontare le questioni incompiute. Avete dei progetti che avete abbandonato o lasciato a metà? Dovete pulire l’armadio o finire di pagare le tasse dell’anno scorso? Queste piccole cose possono sottrarre energie preziose al raggiungimento dei vostri obiettivi più importanti.

Vedetela in questo modo: è meglio avere cinque progetti completati che 15 progetti incompleti.

Un metodo utile è quello di programmare un fine settimana di completamento, in cui ci si prende del tempo per ripulire la lavagna da tutte le attività incompiute. Siate chiari e decisi: o lo fate, o lo delegate, o lo rimandate.

Anche se la scelta di rimandare un progetto non sembra produttiva, si differenzia dalla procrastinazione perché si decide consapevolmente di accantonare l’oggetto. Questa “pulizia” non si applica solo alle cose tangibili della vostra vita, ma anche alle vostre relazioni.

Quanta energia state sprecando serbando rancore nei confronti di un collega che ha venduto il vostro lavoro come suo? E quell’amica che non c’è mai quando avete bisogno di lei? Per andare avanti, dovete perdonare. Perdonare non significa fare un favore a qualcun altro, ma significa che avete lasciato andare e scaricato la tensione per il vostro bene.

Se vuoi veramente dimenticare qualcuno, non odiarlo. Tutti quelli che odi sono scolpiti nel tuo cuore; se vuoi lasciar andar qualcosa, non puoi odiare. #crescitapersonale #vitadesta @gscarafile

Immaginate come vi sentireste fantastici se all’improvviso foste in pace con gli altri!

Una tecnica efficace per aiutarvi a perdonare qualcuno è scrivere a voi stessi una “lettera di verità totale” per sfogare la vostra rabbia. Scrivete le cose che vi hanno fatto arrabbiare e noterete che riconoscere il vostro dolore e il vostro rancore è il primo passo verso il perdono.

L’ordine dei pensieri

Una volta che vi sarete occupati delle questioni in sospeso, vi sembrerà di aver già fatto progressi significativi verso i vostri obiettivi. Ora assicuratevi che anche i vostri pensieri siano in ordine.

Ammettetelo: spesso siete il vostro peggior nemico. La maggior parte di noi nutre pensieri negativi su di sé, le cosiddette convinzioni limitanti, in cui ci fissiamo sulle cose che pensiamo di non poter fare. Questa mentalità può essere molto dannosa, come dimostra questo esempio.

Un ferroviere è rimasto intrappolato in un vagone merci refrigerato mentre effettuava delle riparazioni. Preso dal panico, non riusciva a smettere di pensare alla possibilità di morire congelato e decise di scrivere un ultimo messaggio alla sua famiglia. Il mattino seguente fu trovato morto nel vagone. Sebbene mostrasse i segni fisici della morte per congelamento, il sistema di raffreddamento del vagone era in realtà fuori uso e la temperatura all’interno del vagone era di 13°C. L’uomo era morto essenzialmente a causa del suo pensiero negativo.

Per avere successo, è necessario arginare, se non eliminare completamente, i pensieri negativi.

Tuttavia, se si guarda abbastanza in profondità, l’amore per se stessi si trova spesso sotto l’autocritica. Potreste pensare: “Sono grasso e pigro”, ma se esaminate questo pensiero, quello che state dicendo è: “Ho paura”.

Avete paura di ammalarvi a causa del sovrappeso e nell’autocritica vi chiedete di prendervi più cura del vostro corpo. In realtà, dentro di voi state dicendo: “Ci tengo a me stesso. Voglio essere sano e forte e merito di sentirmi bene con il mio corpo!”. Questa è un’espressione di amore per se stessi.

Passando dal giudizio all’ammissione della paura, alla richiesta di azione e al riconoscimento dell’amore, inizierete a cambiare le vostre convinzioni limitanti in pensieri positivi e benefici. Quindi smettete di giudicarvi e iniziate a parlare a voi stessi come se conosceste il vostro vero valore!

Da soli?

La determinazione personale è fondamentale nel percorso verso il successo, ma non è possibile percorrerlo da soli. Le persone di grande successo hanno sempre altri che le ispirano o le guidano lungo il percorso.

Una cosa che potete fare è creare un gruppo di supporto.  Prendete in considerazione l’idea di individuare sei persone con cui siete in confidenza e organizzate conferenze programmate o chiamate via Skype in cui ciascuno ha a disposizione 15 minuti per porre domande. Per ottenere il massimo valore da queste sessioni, ogni membro del gruppo dovrebbe eccellere in un’abilità che desiderate imparare o aver raggiunto un obiettivo che desiderate.

Ad esempio, se siete proprietari di una piccola impresa, potrebbe essere vantaggioso includere nel gruppo uno o due imprenditori di successo del vostro settore. Anche altri professionisti come consulenti, avvocati o banchieri d’investimento possono essere di grande aiuto.

Un altro modo efficace per trovare sostegno è quello di individuare un mentore. Anche se la tentazione di chiedere consigli ad amici o colleghi è forte, è molto più utile rivolgersi a persone che hanno già realizzato ciò che si vuole ottenere. Non dovete essere timidi nell’avvicinarvi a persone di successo, perché la maggior parte di esse sarà desiderosa di condividere con voi la propria ricetta per il successo.

Per esempio, quando l’oratore motivazionale Les Brown iniziò la sua carriera, solo il Dr. Norman Vincent Peale, un acclamato guru motivazionale, aveva fiducia in lui. Quando Brown si rivolse a Peale, quest’ultimo fu onorato di condividere le sue esperienze e si assicurò che Brown fosse ben equipaggiato per diventare un coach e un oratore di successo.

Relazioni

Per trarre il massimo beneficio dalla vostra rete di supporto, dovete prima gettare una solida base di onestà e apprezzamento per costruire relazioni significative.

Dire la verità può spaventare. Ma dobbiamo dire la verità se vogliamo creare e favorire i nostri legami con gli altri.

Considerate la storia di Jack Canfield e Larry Prince e della loro organizzazione no-profit, la Foundation for Self-Esteem.

I due uomini avevano presentato una proposta per progettare un programma di formazione per chi cerca lavoro per l’Ufficio per l’istruzione della contea di Los Angeles. Tuttavia, quando si sono resi conto delle restrizioni del programma, hanno deciso di informare i funzionari della contea che non potevano rispettare i regolamenti, rischiando così di perdere la gara e la sovvenzione di 730.000 dollari.

Ma grazie alla loro onestà, hanno finito per vincere il concorso!

Oltre all’onestà, l’apprezzamento degli altri è spesso sottovalutato nelle relazioni. In uno studio condotto su circa 200 aziende, i dipendenti hanno classificato l’apprezzamento come il primo motivatore di un elenco di dieci temi motivazionali; i dirigenti e i supervisori, invece, hanno classificato l’apprezzamento all’ottavo posto.

È chiaro che vogliamo essere più apprezzati sul lavoro; quindi assicuratevi di fare la vostra parte mostrando apprezzamento per gli altri. Come si fa esattamente? Dipende dal tipo di persona che siete, se uditiva, visiva o tattile. Il modo migliore per apprezzare gli altri è quello di scoprire cosa li rende interessanti e combinare diversi modi per esprimere apprezzamento.

Per esempio, si può invitare qualcuno a cena, dargli una pacca incoraggiante sulle spalle, lodarlo al telefono o scrivergli un biglietto di ringraziamento.

Ma è fondamentale essere il più autentici possibile. Non bisogna nascondere la verità quando è necessario dirla. Ma ricordate anche di onorare e ringraziare le persone che vi sostengono.

Sui diversi significati di “ricchezza”

Siete d’accordo che “il denaro è la radice di tutti i mali”?

Se è così, dovete ridefinire il significato di ricchezza per voi. La maggior parte di noi pensa che la ricchezza riguardi solo il denaro, i nostri beni o possedimenti. Tuttavia, è molto di più: la ricchezza contiene anche aspetti intellettuali, umani e civici.

Per quanto riguarda le attività finanziarie, ci si può chiedere: quali obiettivi ho per i miei beni e quali azioni e obbligazioni vorrei possedere?

Oltre ai beni materiali, cercate di capire come le vostre relazioni, la vostra salute, le regole cui vi ispirate quando agite e le vostre abitudini siano collegate al modo in cui create la ricchezza. Considerate anche la vostra formazione, la vostra reputazione e le vostre competenze.

Tenendo a mente questi fattori, potete iniziare a far sì che la vostra ricchezza funzioni a vostro vantaggio. Molte persone di successo considerano il loro patrimonio umano e intellettuale più prezioso di quello finanziario, poiché la salute, la felicità e le relazioni costituiscono la base per un successo finanziario duraturo.

Un altro fattore che contribuirà notevolmente al vostro benessere personale è quello di offrire il vostro tempo a una causa meritevole. Aiutare gli altri ha un effetto notevole nel mantenerci soddisfatti e contenti della nostra vita.

Gli studi sul volontariato hanno dimostrato che le persone che aiutano gli altri hanno una vita più lunga e più sana. Inoltre, chi inizia a fare volontariato e ad aiutare gli altri fin da giovane ha maggiori probabilità di avere una carriera di successo in seguito.

Considerate quali sono le cause che vi stanno più a cuore. Ad esempio, se amate leggere, potreste fare volontariato per leggere ai non vedenti. Potreste anche avviare un’attività di produzione di libri per non vedenti.

Per ottenere il massimo da ciò che la vita può offrire, è necessario diventare “ricchi”, il che significa molto di più che disporre di beni finanziari.


[1] C. Perelman, C. Olbrechts-Tyteca, Trattato dell’argomentazione. La nuova retorica, Einaudi, Torino , p. 19.

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